L’incantevole Cristina

L’incantevole Cristina

Passare dal punk-rock e breakbeat ai cartoon in 24 ore è possibile. Succede solo da Postepay Sound Parco Gondar. Come? Reduce dai fasti dei Prodigy in arena fino a tarda notte, il parco eventi più grande d’Italia mercoledì 17 si è svegliato avvolto da un’aura fatata. Insomma non ci si può distrarre un attimo, ed ecco la magia. E di magie ne ha viste abbastanza Cristina D’Avena, l’attesissima ospite della serata assieme ai Gem Boy. Ad accoglierla non solo un pubblico di nostalgici con tanta voglia di tornare bambini, ma anche gli stravaganti partecipanti di “Cos-playa”, il raduno Cosplay in versione “da bagno” organizzato da Lecce Cosplay & Comics. In inizio di serata, l’atmosfera spensierata e la presenza di qualche Doraemon, una Sailor Moon qua e là e un paio di Mirko dei Beehive ci fa capire che forse, stavolta, quelli fuori luogo siamo “noi” comuni mortali nei nostri tristissimi – e normali – abiti. Ma poco importa, perché qui la festa è davvero per tutti.

Sarà la curiosità, la voglia di rivivere la musica che ha uno spazio di tutto rispetto nei nostri ricordi e nel nostro cuore, ma il pubblico non vede l’ora di divertirsi e cantare. Lei, la regina dei cartoni, Gallipoli la conosce bene, dato che ci trascorre almeno una settimana delle sue vacanze estive sin da quando era bambina. Ma quello andato in scena è il primo, vero debutto di Cristina nella Città bella con i Gem Boy. L’ingresso è sulle note di “Lady Oscar”, e poi via via una cascata di classici come “È quasi magia Johnny”, “L’incantevole Creamy” e l’immancabile “Kiss me Licia” con tanto di Mirko in carne, ossa e ciuffo rosso.

Niente, ci provano in tutti i modi i suoi compagni di palco a scalfire l’immagine di principessa dei cartoni, ma Cristina non cede e non abbandona il suo mondo fatato. Se il cantante Carletto la punzecchia, la nostra rispedisce tutto al destinatario, ma con qualche eccezione: la conversione nella mitica cantante “Jem” fa venir fuori l’animo rockettaro di Cristina, con abito giallo e chitarra a tono; e poi la questione Sanremo, e il bonus “A te” di Jovanotti che, in fondo, il pubblico accoglie come grande e personalissima dedica da parte della propria beniamina. Si sa, quanto il gatto non c’è, i topi ballano. Ecco allora che, con Cristina momentaneamente assente sul palco, il demenzial rock ha la meglio: il pubblico, che invoca da diversi minuti a gran voce “Orgia – e Feccia – Cartoon”, viene accontentato, con cori e tifo da stadio per la band bolognese. Smontare l’immagine di un cartone è un’arte azzardata, ma solo loro possono fare ironia sulle doti circensi di Holly e Benji (per non parlare di quelle di altro tipo).

La serata sul filo della nostalgia prosegue per due ore serratissime. Immancabile la sigla de “I Puffi”, ma solo con un paio delle 11 versioni cantate dalla regina, poi “Mila e Shiro”, “Rossana”, “Piccoli problemi di cuore” – che diventa “Piccoli problemi di Daitarn III” nello speciale mashup dei Gem Boy – e in chiusura “One piece”.

Chi si abbraccia, chi proprio non ce la fa a non concedersi un selfie col palco. Ritrovarsi a cantare, in questo caso più che mai, è un rito collettivo. E chi se ne frega se i versi sono quelli della sigla di un cartone per bambini. Anche se bambini non lo si è più da un po’, tutti si ritrovano per una sera uniti dalla stessa passione e con la sensazione di aver percorso un pezzo di strada insieme. “In fondo il mondo dei cartoni animati davvero fa sognare. Divertitevi – conclude Cristina dal palco sulle note dell’ultima canzone – fa bene continuare a sognare con la musica che ci ha fatto crescere”. Sì, è stato un gran bel sogno.

 

(Chiara Pisanello)