Gondar Calling. Quando Kalkbrenner chiama…

Gondar Calling. Quando Kalkbrenner chiama…

Kalkbrenner chiama, Gallipoli risponde. Definire il padre dell’elettronica tedesca semplicemente un “ospite” in casa Gondar è più che riduttivo. Oltre cinque anni di live e svariati sold out in terra salentina segnano un biglietto d’entrata nella storia della bellissima (e pienissima) arena di Postepay Sound Parco Gondar, da lui definita “una delle più belle location in cui abbia mai suonato”. E, non a caso, quella dello scorso 9 agosto non era affatto una data qualsiasi per il parco eventi che si affaccia sul mare cristallino ionico. Quella che è andata in scena è stata piuttosto una data “0”, una “prima” di tutto rispetto per un’arena e un palco che ogni anno accolgono i migliori artisti mondiali. Con tutta l’attesa che ne consegue e l’emozione nel vedere riaccendersi i riflettori su un pubblico che ha tanta, tanta voglia di divertirsi. Kalkbrenner lo sa bene, e ha regalato ai suoi fan uno spettacolo unico e irripetibile.

 

Non è un raduno rock, eppure non si direbbe. Perchè il signor Kalkbrenner riesce a radunare folle ovunque si trovi. Sarà per questo se qualcuno considera i dj “le rockstar del futuro”, in grado di coinvolgere, divertire e appassionare migliaia di persone. Un dato c’è, ed è quello che vede l’artista tedesco sul podio Siae della Top 10 dei concerti a cui hanno assistito più spettatori nel primo trimestre del 2016, con più di 13mila ingressi lo scorso febbraio a Bologna.

 

Quello che c’è dietro è qualcosa di inspiegabile ma, nonostante ciò, ben visibile. La magia è sotto gli occhi di tutti, con un pubblico concentratissimo ad aspettare lui, un solo uomo alla consolle che da quel momento avrebbe regalato ai suoi fedelissimi un set quasi infinito. Dopo il set di Leo Mass e Agents of Time, in arena arriva lui. Un’entrata epica sulle note di “Azure” tra luci e fumo preannuncia uno show elettronico immerso in un’imponente atmosfera visual. Quasi due ore in cui il musicista (e non chiamatelo dj), artista di punta della scena elettronica mondiale, regala uno spettacolo unico.

 

La techno e i festival estivi, amore a prima vista. Sarà il caldo, l’atmosfera di festa di mezza estate, ma il muro di gente sotto il palco e oltre risponde bene e si diverte, avvolto in un vortice sinuoso di luci e colori a ritmo di musica. Tanti i successi storici riproposti nel set gallipolino, ma a farla da padrone è l’ultimo lavoro discografico “7” con “Cloud River” e “Jestrüpp”, “Altes Kamuffel” tra i pezzi più d’impatto. E una garanzia: “Sky and Sand”, come tutti i brani che compongono la colonna sonora di Berlin Calling, film di culto con il leggendario dj Ickarus, è tra i momenti più apprezzati del live.
Il one man show termina sulle note di Aaron, le luci sull’arena tornano a spegnarsi, ma la notte de Il Grido Festival qui non è ancora finita. Konrad, Dj Tennis, Len Faki, e poi ancora Daniele Travali e Faus, fino all’alba: qui c’è sempre tempo per abbandonarsi alla musica.

 

(Chiara Pisanello)